Lock-in

Meccanismo per cui gli utenti, una volta entrati in un sistema caratterizzato da formati proprietari e permessi di soggiorno digitali, non sono nelle condizioni di uscirne senza importanti riduzioni dell’operatività. Combinato con l’effetto moltiplicatorio della rete determina fidelizzazione ai mediatori informazionali dominanti e costituisce uno dei fattori del processo di costruzione di monopoli di fatto determinato dalla power law. Si colloca tra le ragioni per cui l’economia politica di rete si traduce in ricchezza soltanto ai livelli più alti di scala del capitalismo di piattaforma e per cui gli investimenti di marketing puntano alla conquista di posizioni oligopolistiche, sola garanzia di profitto.

Taddeo lo descrive così:

Il configurarsi di (…) [un] ecosistema (…) caratterizzato da grandi volumi di utenti, rende molto piú difficile per nuovi siti entrare nel mercato e competere con quelli già consolidati. Gli utenti sono sempre piú legati ai social mainstream, sia perché essi hanno ormai raggiunto posizioni di vantaggio competitivo enormi, essendo utilizzati dalla maggior parte dei propri conoscenti, sia perché sono diventati, attraverso l’uso pervasivo e a bassa intensità del cellulare, parte delle micropratiche di fruizione mediale quotidiana, sia, infine, perché l’accumulo a lungo termine di contenuti e dati personali rende molto difficile, se non impossibile, spostarsi su altri siti (G. Taddeo, “Social. L’industria delle relazioni”, Einaudi)

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