Didattica collaborazionista

Gli Accademici e le Accademiche sono davvero una genia fantastica. Come fulmini, hanno occupato – a costo di pubblicazioni raffazzonate e sfondoni sui sistemi esperti – lo spazio del dibattito sulle implicazioni e le sovraimplicazioni dell’impiego dell’intelligenza artificiale estrattiva, lo hanno colonizzato e hanno concluso il percorso di recinzione culturale del tema con uno slogan che li può pacificamente accompagnare nella spartizione dell’empireo dell’astrazione, grazie anche a una sfumatura socratica: “didattica conversazionale“.

Che importa se nel frattempo i dispositivi di intelligenza artificiale sono andati nella direzione di un’articolazione dell’agentività assai più ampia e minuziosa del chatbot di uso generale e con esiti ancora molto – ma molto – discutibili?

Quel che conta, infatti, è coltivare il favore e la riconoscenza del potere culturale mainstream, garantiti per altro dall’ingresso con fanfare dell’istruzione di massa nel meccanismo dei bot oligopolistici, dei feeback motivati, del post-addestramento dei dispositivi estrattivi, il modo migliore per conformarsi gioiosamente con la vocazione delle macchine statistico-induttive a catturare e privatizzare la cooperazione sociale.

[Nel frattempo, dalla banalità della conoscenza condivisa, Copilot pro estrae quanto allegato…]