Tecnologie digitali emancipate e trasformative

Le tecnologie digitali per lo sviluppo umano devono conformarsi a parametri di:

  • equità sociale,
  • cooperazione,
  • saggezza ecologica,
  • diversità culturale,
  • democrazia economica e politica.

Ovvero:

  • L’accesso è pluriversale?
  • Vengono superate o annullate potenziali discriminazioni – tradizionali o moderne – basate su età, genere, classe, etnia, ‘razza’, casta, abilità o sessualità?
  • I mezzi di produzione e riproduzione della conoscenza sono controllati democraticamente ed equamente distribuiti?
  • Gli esseri umani interagiscono con i dispositivi in modo reciprocamente vantaggioso e rispettoso?
  • I dispositivi, le applicazioni e le infrastrutture di connessione impattano sull’ambiente in modo sostenibile, per quanto riguarda produzione, manutenzione, distribuzione, consumo energetico, smaltimento?

In questa prospettiva, il movimento dell’open access ha il merito di aver reso chiaro un principio: la condivisione delle informazioni, che è la matrice dell’open source, del copyleft, dei beni comuni creativi e della lotta contro la privatizzazione delle risorse di conoscenza comune.

Per differenziare in modo netto questo approccio dalla condivisione finalizzata alla captazione praticata dal capitalismo digitale, ora bisogna però andare oltre e comprendere e far comprendere la necessità di una intenzionalità politico-culturale esplicitamente fondata su tre elementi:

  • la definizione, l’arricchimento e la difesa di un insieme di risorse che devono essere gestite in comune (commonwealth);
  • il governo delle risorse da parte di comunità consapevoli;
  • l’impiego delle risorse in prassi comunitarie regolate, in azioni in comune, volte all’espansione e alla riproduzione della vita in comune e del commonwealth.

A questo scopo è necessario praticare la congiunzione critica delle conoscenze e quindi costituire una comunità culturale contro-epistemica, capace di realizzare campi semantici propri, contrapposti al pensiero dominante, allo scopo di emanciparsi e di emancipare dall’immaginario e dal lessico tecno-liberista, reinterpretando, negoziando, co-creando, sovvertendo quadri concettuali, pratiche operative, sistemi di relazione.

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